— Oh, prosegue ancora. Intanto eccoci arrivati all'albergo. Era ora!
L'albergo principale di Comacchio è in un grande casamento settecentistico.
Prima nostra cura fu quella di ispezionare le stanze assegnateci. Oh, calunniata Comacchio!
I letti erano nuovi ed a molle, le stanze così vaste che lasciavano a pena scorgere a lume di candela i confini delle loro modanature barocche. I catini erano grandi e l'acqua per lavarsi contenuta in una capace orciola: ciò va segnalato! In molti alberghi italiani, e non d'ultimo ordine, gli utensili per lavarsi sembrano essere stati acquistati con riguardo dagli abitanti di Lilliput.
Domandare un supplemento di acqua è un animare di inimicizia e di spregio la coscienza del cameriere. Nè dimenticherò l'osservazione di un cameriere:
— Se lei si lava tanto, vuol dire che è molto sporco: io, che ho la pelle pulita, consumo pochissima acqua!
Cenando, fu ventilato il progetto di visitare Pomposa: la famosa abbazia.
— Quanto tempo ci vuole, dunque, per andare a Pomposa?
Questa domanda fu rivolta al cameriere, il quale, nella sua qualità di comacchiese e di autentico garibaldino — come egli si dichiarò — offriva garanzia di onesta sincerità.
— Per terra, — rispose, — lungo il cordone sabbioso, il viaggio non è consigliabile. Dunque per laguna: tre ore andare e tre ore venire, con due uomini in battana.