Ma il signore recise il discorso ordinando il tempo, il modo, il prezzo; al quale ordine l'uomo dagli zoccoli s'inchinò con un atto tale da ricordarmi quello dei bravi al dito alzato di Don Rodrigo nei «Promessi Sposi», secondo le classiche vignette del Gonin: inchino di umile rassegnazione e di commiato insieme. Allora l'imperioso signore si rivolse con spianata fronte a noi:

— Tutto combinato: domattina alle sei sono io da loro all'albergo: in due ore sono a Pomposa, alle dieci, sono qui per la colazione: prezzo lire tre!

Noi protestammo per la modestia del prezzo.

Il signore piegò il braccio e levò la palma violentemente respingendo ogni nostra protesta come si fosse trattato di ribattere un oggetto scagliato.

Lo ringraziammo allora dell'essersi improvvisato nostro procuratore: gesto analogo.

Infine chiamiamo il cameriere, il quale dal banco disse:

— Tutto pagato, signori.

Ci guardammo in viso, indi guardammo il nostro ospite improvvisato.

— Ma signore! — cominciò a dire il signor Armuzzi in tuono in cui la sorpresa si fondeva con un sentimento di noia per la soverchia dimestichezza.

Ma l'uomo dai diamanti rispose con un gesto così imperioso da far capire che egli non ammetteva nessuna protesta contro il suo modo di operare.