— Respingete quel denaro! — ordinò al cameriere vedendo l'Armuzzi levare il borsellino.
Che fare? Cedere, e d'altronde è così raro ricevere ordini di non pagare!
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Ritornando all'albergo, l'Armuzzi ci spiegava come queste forme di ospitalità siano frequenti in Comacchio, e ricordava il fatto occorsogli l'anno prima.
Aveva scritto ad un commerciante di qui, certo signor Felletti Tami, perchè provvedesse l'alloggio per dieci persone: era con una compagnia di gentildonne ravennati che vollero far gita a Comacchio, e giungevano per barca da Sant'Alberto.
Quello che fece il dabben uomo per togliersi d'impegno non è a credere! Venne poi in fin di tavola arrecando un gran cesto di bottiglie di finissimi vini e si assise non richiesto alla mensa. Ma le dame gli fecero scontare con garbatissime beffe l'onore di banchettare accanto alla loro stemmata bellezza; e la più giovane e maliziosa, in sul finire delle mense, stimolò il valente uomo a spiegarsi chiaro su la natura delle anguille, le quali nascono maschi e quindi diventano femmine; e se da femmine sia possibile diventare maschi.
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Eravamo giunti all'albergo e già avviati alle nostre stanze, quando vedemmo all'Armuzzi sbarrata la via della scala, indi scomparire sotto l'amplesso di un poderoso, altissimo uomo semi-canuto, in maniche di camicia.
Non vi feci caso e salii alla mia camera: ma poco dopo bussò l'Armuzzi, ridendo.
— Quello è il signor Felletti in persona: domani siamo tutti e tre invitati a colazione da lui, qui all'albergo.