I guardiani il dì oziano anch'essi. Stare sdraiati è il loro ufficio. Ognuno allestisce con cura il suo desinare. Cominciano con minuto studio e per tempo a preparare il soffritto e gli intingoli per le infinite varianti dell'unico cibo, l'anguilla. Anguilla e vin di bosco, alternati fino a completa stazzatura dello stomaco! Ciò fatto, accensione della pipa chioggiotta; accesa la pipa, siesta immobile e buddistica su certi scarannoni, disposti intorno all'eremo.

Quando la pupilla non si chiude nel sonno e nell'abbacinìo del sole, spazia e sorveglia la valle.

Ma calata la notte, comincia il lavoro del custode. Il fiocinino caccia di frodo la notte. Il guardiano caccia il fiocinino la notte. Steso nella battana, con l'orecchio abituato, percepisce il suono della fiocina, che batte il fondo. La battana delle guardie scivola sull'acqua come ombra veloce.

Il fiocinino non si da gran cura di sfuggire alla caccia: un tuffo in acqua al momento ultimo, e via, se può, con la pesca: la battana rimane confiscata, ma essa di solito non vale che poche lire; molto meno che il valore della pesca.

Se poi il fiocinino s'accorge di non poter sfuggire, non fa opposizione e si lascia pacificamente prendere.

Una volta preso, il fiocinino che sa tutti i suoi diritti, vuole essere condotto davanti al pretore con tutte le regole. Ciò da luogo a scene comicissime e a pratiche faticose pei guardiani. La cattura di un fiocinino permette agli altri fiocinini intanto di fiocinare disperatamente, come sicuramente, per tutta quella notte.

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Le anguille, che come grossi colubri, si vedevano guizzare e snodarsi sul limpido fondo, sparso di sassi e conchiglie, non parevano addarsi di questi ragionamenti. Esse vivono nell'acqua, ma dopo essere state arrostite, vengono sepolte nell'aceto. Mille e cinquecento quintali d'aceto fece lo scorso anno venire il signor Felletti dalle Puglie; ciò può dare un'idea della cosa.

«Il signor Felletti, quello della colazione?» Appunto!

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