Crolla il capo, poi dice: — Veda, dopo mi viene troppo vigore. È mo' vera, Placidia?

Quando fummo dall'oste — e Placidia non c'era — si morse l'indice ripiegato, e sospirò un «Eh!» comicissimo, rivolto al Signore. Io scoppiai dal ridere.

— Alla vostra età, Piruzzo? Vergogna!

— Ma io non me ne accorgo mica d'avere sessant'anni! È che queste... donne vogliono vedere la bella gioventù!

Evidentemente — io pensavo — al tempo dei trogloditi non usavano pomate per la calvizie, non usavano stimolanti. Si dirà: Perchè non c'era il progresso!

Ma no; perchè non c'era di bisogno!

Più giustamente osservava Piruzz: — Guai, veda, se il contadinaccio dovesse bere vino e mangiar carne tutti i giorni! Non si salverebbe nessuno.

*

Con piacere anche maggiore ho riveduto il signor conte, ex-capitano dei granatieri. Egli appartiene ad una piccola compagnia — gente che viene qui per l'estate — la quale fa circolo al mattino attorno al deschetto del calzolaio della borgata: circolo aristocratico, perchè c'è anche un marchese. Ma in Romagna la nobiltà ha costumanze alquanto diverse.

Io amo di stare vicino al signor capitano non soltanto perchè è una garbata persona, ma anche perchè produce un effetto refrigerante, con l'immacolato e profumato candore delle sue vesti.