Nella stanza silenziosa e grande della sua villa, egli colleziona, trascrive, compulsa i documenti delle donne che furono famose nell'esercizio della galanteria aristocratica.
Un dotto, seguace del metodo storico, può essere premiato in un concorso del ministero della Pubblica Istruzione se colleziona una serie di documenti inediti, poniamo intorno ad Elena, moglie di Menelao. Il signor conte — unicamente per suo diletto e senza vista ambiziosa — collezionava i documenti, invece che su le «donne antique», su le donne contemporanee.
Aveva cimeli, codici, autografi di gran valore.
Siccome però in casa c'erano delle nipotine, già giovanette, così egli possedeva una chiave segreta della sua biblioteca da sfidare ogni curiosità.
Le conversazioni su gli studi archeologici del signor conte erano del più alto diletto e sommamente istruttive per la serenità filosofica da cui erano improntate.
Ho potuto constatare che egli non aveva letto le opere lombrosiane intorno alla natura del genio: eppure — se avesse avuto piena coscienza del valore de' suoi studi — avrebbe potuto aggiungere un capitolo ragguardevole alla psico-fisica del genio; includendovi la genialità della donna. La galanteria era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. Esistono peculiari stigmate somatiche del genio della donna, come per il genio dell'uomo. Il genio-maschio può svilupparsi in ogni classe sociale, così il genio-femmina: v'è la duchessa che diventa zingara, come v'è la zingara che diventa duchessa. Il genio-maschio è essenzialmente intuitivo: così il genio-femmina. V'è anche nelle donne la geniale, e la genialoide. Patrimoni saltati per aria, cervelli fatti saltare, straordinari avvenimenti, anche nella politica, sono conseguenza del genio-femmina. Il genio-maschio fa progredire a grandi impulsi la civiltà: il genio-femmina è il propulsore di quasi tutto il lavoro dell'uomo. L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie.
Si nasce geni. E perciò è spregevole l'uomo che spinge la donna su la carriera della genialità. Il signor conte non ha rimorsi da questo lato: egli ogni volta che vide la donna, circondata dalle nobili spine della virtù, ha fatto il saluto, da lungi!
E gentiluomo compiuto, senza alcuna smanceria senile, rimane coi suoi capelli bianchi.
Distribuisce ai bambini un grande numero di gianduia e di caramelle. — Oh, piccolo tributo, invero, per un individuo che è rimasto esente dal grave peso della paternità!
— Ancora, signor conte, — dissi io, depositario segreto di questi studi, — quella monografia geniale è straordinariamente interessante.