Inoltre, — oh, stranezza per gente che protesta contro la disciplina militare! — essi marciavano con fiero passo militare!
Io mi fermai sul ciglio della via e fissai la schiera che passava: ma lo sguardo del postino si incrociò col mio, e balenò questa domanda:
«Non ti facciamo adesso paura, o ricco?»
Lasciamo stare il «ricco»; quanto alla paura, a me personalmente, no. A che varrebbe leggere Platone in greco per diventare filosofo, se si deve poi aver paura? Un filosofo, o amico, sorpreso da un tacchino, potrà essere spaventato; non mai da una evoluzione dell'esercito umano, che solitamente fa come quello del coro: «Partiam, partiam!», ma in realtà non fa altro che segnare il passo, o, se cammina, ripete il suo giro dietro le scene.
Per fare realmente paura non a me, bada bene, o postino, ma ai veramente ricchi, bisognerebbe che rimaneste sempre «in fitta schiera», ma lo vedi? ecco qualcuno di voi che si stacca, ecco l'individuo che esce dalla collettività anonima e poco dopo appare accampato contro di essa. I transfughi! tu dici, con giusto disdegno. Lo so, i transfughi! Ma essi si sono posti in alto sul piedestallo della ricchezza e sorridono al pugno chiuso e levato della folla.
Rimane, sì, la fitta schiera; ma solo dei miserabili, della materia greggia, la quale elabora, stimola, frusta se stessa, e ne fa venir fuori l'individuo, per fatale necessità di natura, contro ciò che è tassativamente prescritto nell'Inno dei lavoratori!
Per fare paura veramente bisognerebbe che quella specie di furore e di fanatismo non durasse soltanto il tempo che squilla l'inno di Amintore Galli o tuona la voce del catechista, ma durasse più a lungo: informasse ogni atto della vostra vita.
Invece nei giorni che non portate la montura nera con la filettatura rossa, voi subite le necessità della vita come un egoista borghese: tu, onesto lavoratore della barba e della parrucca, fai la parola dolce nel radere il doppio mento del ricco avventore: tu, onesto pescatore, porti di preferenza il tuo cestello di pesce alla casa di quel possidente che ti pagherà senza tirare sul prezzo: tu, placido oste, non hai rimorso di coscienza a preparare, anche per i compagni, le miscele anti-igieniche del tuo vino: tu, postino, sei più gentile nel consegnare le lettere al ricco, che darà in fine di stagione cinque lire di mancia. Persuadetevi, non siete ancora abbastanza evoluti!
*
Io sono entrato umilmente col mio abito bianco fra i vostri abiti neri nella sala dove l'oratore teneva la sua conferenza. Un forte odore umano esalava da quei corpi, come un gas, e quelle parole parevano scoppi di fulminante per accendere quel gas.