Queste due qualità non sono in eccesso.
Ciò si potrebbe benevolmente spiegare come un'esagerata venerazione per la madre Terra (per quanto essa faccia capire che il colpo di vanga non è per lei un'ingiuria ma una carezza); oppure come una tacita deliberazione che è inutile aumentare il reddito del terreno a vantaggio del proprietario (mentre ad essi, lavoratori, basta quel tanto che la terra produce, senza molta fatica); oppure perchè consumando troppo tempo nel meditare sull'ingiustizia di dovere essi fare il contadino, questa meditazione induce a lavorare di mala voglia.
Certo — mentre queste cose avvengono — la terra si fa dura ed ispida; i buoi dimagrano; le gramigne ingrassano; il letame diventa meno letame, ma tutta la casa si muta in letame.
Ciò mi dispiace perchè io farei cambio tanto volentieri del mio appartamento a Milano con parecchie di quelle case coloniche; e poi perchè sono un entusiasta del lavoro della terra.
«Ah, non volete lavorare con passione, signori lavoratori della terra? Vi leggeremo le «Bucoliche» di Virgilio e «I Giorni e le Opere» di Esiodo, dove quell'antico vate dice al fratello: «lavora, stolto Perse!» Ma non è rimedio efficace. Vi collocheremo un libro sull'aratro, come consigliò un ministro. Peggio, perchè così si legge male e si ara anche più male!
Il rimedio vero è questo: «Vi secca guidare l'aratro? Invertiamo le parti: lo guideremo noi e voi andate negli uffici a tenere in ordine i registri. Quanto a nobiltà di lavoro, essere bravo contadino equivale per lo meno ad un titolo di dottore».
Sì, tutto ciò è ben detto, ma chi in questa nostra nazione, in cui troppi sono gli aspiranti all'impiego, risponderebbe all'appello?
Lucio Quinzio Cincinnato, dictator ab aratro, appartiene alla leggenda; e lo stolto Perse forse era un ozioso perchè invidiava il fratello Esiodo, che faceva il poeta.
Confessiamolo: è facile, meditando su di una poltrona con la pipa in bocca, scrivere la ricetta che curi le disarmonie della vita; e più facile è cogliere il lato ridicolo dei fenomeni umani. La vera filosofia è meglio rappresentata dall'indice posto su le labbra: il silenzio!
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