Non si creda però da questo suo squarcio di eloquenza che egli sia iroso: egli è placidissimo. Certe notizie della vita politica che fanno fremere me o mi fanno uscire in sarcasmi, provocano nel signor Isidoro un sorriso pieno di saggezza, che dimostra il perfetto equilibrio del suo sistema nervoso.
Una mattina venne alla borgata a ritirare la posta ed era in compagnia di una leggiadra signorina con le belle ciglia brune modestamente inchinate, e di un'altra signorina con occhiali a stanghetta e capelli di capecchio, tirati su la nuca: tutti e tre erano in bicicletta. Mai più avrei supposto che quella brunettina fosse la sua figliuola, e quasi stavo per congratularmi con lui come di cavaliere galante.
— È mia figlia, veramente, — disse, ma ci volle la presentazione e il sentir lei chiamar «babbo», perchè ogni dubbio scomparisse. L'altra, la compagna, era la governante tedesca, ed allora mi spiegai perchè il signor Isidoro ritirasse regolarmente dalla posta la «Gartenlaube», che, senza aprire, metteva in tasca. Quella governante tedesca non so quanto valesse nell'insegnare il paterno idioma, nè quanto profitto ne traesse la scolara; bensì valeva molto a far risaltare la grazia della fanciulla.
— Ma quanti anni ha lei, signor Isidoro? — domandai. — Io, a far molto, glie ne davo quaranta.
— Ce ne aggiunga altri otto: e noti poi che di figliuole ne ho un'altra che ha già marito, perciò sono anche nonno: ho poi due figliuoli: il più grande è già laureato in chimica agraria: l'ultimo fa il liceo ed è con me qui in campagna: mi sono sposato giovane; e non me ne pento: certe cose, se si fanno, bisogna farle presto.
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Orbene, il signor Isidoro mi fece ripetuti inviti di recarmi a vedere la sua casa al mare: — non dico «villa», — aggiungeva, — perchè si tratta di una fabbrica molto modesta: c'è però qualche cosa che le potrà piacere.
Andai dunque un vespero alla villa di questo uomo felice. Egli mi venne incontro festosamente.
Noi procedemmo per un dritto vialetto di ontani, così folti e alti, che il sole vi feriva appena; e l'occhio riposava in quel silenzioso verde: finchè sboccammo nel piazzale davanti alla villetta.
Dove essa dava ombra, la signorina, da me conosciuta, con alcune sue compagne attendeva all'elegante giuoco degli archetti. Qui la conversazione e la sosta furono brevi: indi il signor Isidoro mi condusse in giro pel suo tenimento.