Lì per lì Aquilino non capì. Gli venne il sospetto che il conte fosse un po' ubriaco. Evidentemente alludeva a Bobby, e a miss Edith; fors'anche alla marchesa.

E come ebbe compreso questo passaggio, si diè amorosamente a calmare il marchese di quella sua repentina vesà nia.

— Non fatevi campione di quella rea femmina — disse presentandoglisi con la partigiana. — Mio figlio affidato a quelle mani impure! Povero fanciullo!

E rigettò la partigiana, e si buttò su la poltrona dando in uno scoppio di risa.

Aquilino se ne stava, così, fra l'idiotizzato e l'atterrito, come chi corre in treno e sente il treno uscire dalle rotaie.

Per fortuna il marchese si rimise sul tono di prima e disse ancora:

— Non vi fate campione di quella rea femmina.

Evidentemente alludeva a miss Edith.

— Io sento che dalla mia casa sale sino quassù un lezzo di cancrena....

— La condotta e la vita di miss Edith — disse allora Aquilino — mi paiono, signor marchese, del tutto conformi al decoro.