— Al decoro! Sì, maestro! Avete proprio imbroccata la parola giusta: il decoro: salvo il decoro, è salva l'anima. È stato il genio malefico di questa casa, quella inglese!

Aquilino si sforzò ancora di metter pace nel cuore di quel povero signore: — Forse — disse — miss Edith ha studiato troppo; ha letto troppo per la sua età : certe idee sono prese forse un po' troppo alla lettera. Troppa filosofia!

— Filosofia? E anche questa qui è filosofia?

E il marchese si levò, aprì il canterano, ne tolse dei libri, li mise sotto il naso di Aquilino, e seguitò leggendo il titolo di uno di quei libelli: Heptameron di Margherita di Navarra. — È questa filosofia?

Poi altro libello ed altro titolo: Discours de Brantôme. — È questa filosofia?

Aquilino guardava confuso quei libri.

— E questo spaventoso immoralissimo libro, Claudine à l'école; e quest'altro, Intentions di Oscar Wilde; e quest'altro, Décadence latine di Sar Peladan, son libri per una giovanetta, per una educatrice? E mia moglie lo sa, lo sa!

— E cosa le ha risposto la signora marchesa?

— Ha risposto che è letteratura, e che non c'è niente di strano che una giovane donna istruita legga questi libri e sappia tutto. Ma è stùpido — io le ho detto — spalancare la finestra davanti ai ciechi. Non si può piantare una quercia entro un vaso da fiori, se no il vaso si spezza. Accidenti alla letteratura!

— E la marchesa?