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â E voi â disse il dì seguente Aquilino alle donne, e alla femminetta che portava pimpinella a mamà , â queste cose prendete. (Indicava tutte le masserizie rimaste nelle due stanzette.)
E stupiva di sè. â Prendete, portate con voi. Bruciatele se vi pare; ma non date in vendita in piazza. â E sentiva come una ripercussione di dolore ad ogni urto che le povere masserizie facevano, smovendosi e come morendo esse pure.
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Così la stanza fu vuota. Ed allora venne un uomo, il quale umilmente domandò udienza per una piccola cosa.
Lo richiese chi fosse.
Era il sacrestano, appunto, di Don Malfattini. Egli levò da un portafoglio e presentò un foglio intestato debitamente a stampa, e vi era scritto: Parrocchia di Santa Maria Addolorata, Dare, Avere.
Era il conto delle spese dei funerali. Aquilino aveva pagato altro, altri, non sapea chi, non ricordava dove; negli uffici del Comune, ecco! ma quelle spese di chiesa, sì, non aveva pagato e non conosceva, onde prese quel foglio che l'uomo porgeva.
â Lei deve scusare, anzi, â diceva frattanto l'uomo. â Il signor arciprete, di solito, aspetta sempre a mandare la lista; ma siccome, salvo il vero, abbiamo sentito dire che lei da queste parti non tornerà tanto presto, così per regolarità , anche per lei.... E c'è anche il bollo con la firma, e tutto in regola. Vuol dire che se trovasse qualche osservazione da fare, si può sempre intendere con il signor arciprete....
L'uomo parlava, parlava, perchè lui taceva e guardava la lista.