â Come siete opprimente!
â Può darsi, ma non sono io che vi opprimo; è l'atmosfera realistica che opprime.
Ma la marchesa lo pregava, almeno a tavola, di non creare dell'atmosfera.
Senonchè il marchese era come un terreno ricco di acque. Pullulava da ogni parte zampilli e vapori; e quando pigliava Aquilino, lo inondava. E procedeva per aforismi e affermazioni, e non ammetteva che il giovane contraddicesse.
â Io, marchese Ippolito di Torrechiara â gli diceva â non andrò alla guerra; la marchesa nemmeno; mio figlio nemmeno. Sotto questo aspetto sono olimpico! La marchesa teme un po' per le sue tenute a ***; ma questa preoccupazione non è la mia, anche perchè il filo dell'erba è forse la sola cosa che l'unghia del cavallo prussiano non distruggerà . Risorgerà . L'erba ricoprirà ancora la terra, tenera e lucida, nella primavera perpetua. Ed anche dal suo punto di vista utilitario la marchesa ha torto, perchè le terre saranno fecondate dai morti e dal sangue.
Si parla del giùs gèntium, calpestato dai Germani! Grozio dice.... E i Germani dicono: Noi facciamo così!
Vi pare poco, caro maestro? à una rivoluzione, è una rivelazione! I nostri mastri-muratori che stavano fabbricando la città della liberté, dell'egalité, della fraternité, vedono l'archipenzolo oscillare; le mura che già erano poco buone, crollare; la squadra non squadrare. Essi credevano di fabbricare sopra un vulcano spento; e invece è un vulcano umano in attività di servizio.
â Ma i Tedeschi, signor marchese, che cosa sono questi Tedeschi? â domandava Aquilino con un po' di paura.
â I Tedeschi â rispondeva il marchese, â sono stati gli inventori al mondo di tre famose invenzioni: le armi da fuoco, la stampa, il libero esame. Le armi da fuoco (questo lo saprete), dice l'Ariosto che fu Belzebù che le indicò agli Alemanni: ma anche le due altre sopralodate invenzioni, credetelo (ma non andatelo a dire!) hanno un poco del diabolico. Ebbene, caro amico, essi, questi pericolosi ordigni li sanno maneggiare molto bene.
â Un popolo che aveva la musica più patetica del mondo.... â disse Aquilino.