E il castaldo andò e ritornò poco dopo. Era tutto mutato.

— Ha tanto piacere di vederla. Oh, venga.

E lo precedette per la scala, finchè giunsero ad un gran loggiato ove in lunga fila erano allineati seggioloni e cassapanche, come in attesa di chi non sarebbe venuto.

Qui il giovane si soffermò e chiese: — Mal di cuore?

— Così dicono i medici. Il petto del povero signore non si solleva più. Ecco!

Parve ad Aquilino di non potere più, nemmeno lui, sollevare il petto. Lo sollevò con gran respiro e quasi con pena, e vide allora disegnarglisi davanti quelle parole del marchese Ippolito: I figli che fanno morire i padri di crepacuore.

Ah, nessun bene vale il bene di potere sollevare il petto liberamente!

Il castaldo sospinse il battente di una porta; e transitavano per la penombra di alcune stanze enormi. Un'impressione gèlida; una visione di mobili enormi, chiusi, che scomparivan negli angoli. Quella fuga di stanze pareva non finire più.

— Non lo faccia parlare troppo — avvertì il castaldo quando arrivarono alla fine di quelle stanze.

— È solo?