E la felicità della buona femmina sarebbe stata incommensurabile se, dopo quei là uti repas, ella avesse potuto appartarsi liberamente nella sua cà mera e dormire i suoi cà ndidi sonni.

Ma proprio in quell'ora strana della gran calura era pronta la lancia a motore che mamà aveva fatto mettere a disposizione di Bobby; perchè per Bobby la gòndola era bella sì, ma era pura archeologia.

— Caro Bobby — diceva mademoiselle Joséphine con insinuante insistenza, — tu non senti questo terrible sirocco de Venise?

Il sirocco? Bobby non lo aveva inteso mai nominare.

Così, a grande velocità , Bobby visitava i monumenti di Venezia, e a mademoiselle Joséphine quasi si arrestava la digestione per il terrore di scender nelle acque.

— Pas de peur, mademoiselle, ici l'on vous attrape avec la plus grande facilité — diceva Bobby.

Coi dèbiti riguardi aveva mademoiselle Joséphine fatto osservare a madame che il professore era più adatto di lei per spiegare i monumenti.

Ma il professore, per la pèrdita dell'amico, soffriva un po' di neurastenia. — D'altronde voi avete studiato alla perfezione la guida di Venezia — rispondeva donna Barberina.

Aquilino in quella gran vita fastosa dell'albergo si sentiva lentamente sconvolgere e portare verso un mondo di sogno. Domandavano a lui gli ordini; gli si accostavano con ossequio come se lui fosse stato il signore. Ogni tanto lo coglievano bruschi risvegli della realtà : «non era morale quanto allora avveniva!» Ed il fantasma di quell'uomo ignaro, dalla rossa testa arruffata, rimasto cogitabondo e solo co' suoi sogni, a Villa delle Magnolie, lo tormentava.

Come un prepotente bisogno lo sorprendeva di dire a donna Barberina, seduta dolcemente presso di lui su la terrazza, al livello di quelle incantatrici acque: «Ma non è morale quanto ora avviene!»