Attorno a lei affettuosamente, la marchesa, Bobby e Aquilino.

Miss Edith parlava e si arrestava ogni tanto nel suo parlare. La marchesa era in lutto; Bobby si era allungato, come un ragno; Aquilino aveva un aspetto nuovo: pareva il signor Aquilino. Queste erano le cose nuove nelle consuete stanze.

Lei era tornata in Italia perchè aveva ottenuto quel posto di scuola per intercessione del senatore. Sì, era contenta. Avrebbe ammobigliato un piccolo appartamentino. E queste pure erano cose nuove. Ma vi erano anche fantasmi davanti alle sue strane pupille.

Navi, navi, navi, aveva ella veduto approdare dai lontani domini d'Inghilterra; navi cariche di maori, di indù, di guerrieri barbari con bianche pupille, con lame strane orrende da affondar nelle carni: bastimenti con profili di mostruose macchine di morte: un'umanità da ogni parte del mondo, lentamente, si metteva in moto verso la guerra....

— Quando finirà la guerra? — aveva, così per dire, domandato la marchesa a miss Edith.

— Mai più, mai più....

E la voce della fanciulla suonò con tragico disperato suono, sì che la marchesa non replicò.

Ma ad Aquilino l'aspetto nuovo e la voce strana di miss Edith produceva sensazione di dolore e di piacere. E quella parola così insistentemente da lei ripetuta, navi, navi, navi, gli fece nascere nella memoria quella filastrocca che fanno i bimbi:

È arrivato un bastimento carico di....

Era bello vedere miss Edith soffrire.