«Giuseppe Garibaldi? Non è morto Garibaldi? Non dorme a Caprera? Chi è costui? Da dove viene? Non è passato il tempo? Si rinnovella il tempo? Parlano i morti? I fanciulli, i morti, i poeti governano la storia?»
Garibaldi! che strano nome, e averlo sentito pronunciare così da miss Edith!
Allora anche lui, Aquilino, accanto a miss Edith, si affissò in quel giovane. Pareva pallido d'ira.
Quel nome, quel pallore, quella gran folla davano ad Aquilino un senso di smarrimento. Gli parve che gli sguardi di colui misurassero quell'enorme assemblea, misurassero la sua responsabilità . Poi come se un'ebbrezza di cimento e di martirio gli risalisse dal cuore, una parola corse e rimbombò su la folla:
Non udì altro.
Dagli orli della gradinata, un improvviso tumulto sorse; un repentino impeto di nuclei umani, montanti a cuneo, un rotear di bastoni; grida esasperate di dolore, di furore: «Abbasso la guerra!»
La folla si rompe, ondeggia, si sbanda paurosamente.
Miss Edith, come ridesta, si voleva lanciare là , dove imperversava la battaglia.
A fatica Aquilino riuscì ad allontanarla di lì; e come le parve di potere essere inteso, sì le disse: