Era mezzodì; mamà era sul limitare della porta di casa, e diceva:
â Dove sei stato, che la minestra è già cotta? Ma cos'è il puzzo che hai d'intorno?...
Ed Aquilino gli raccontò la sua avventura in quel dì, e mostrò, tutto soddisfatto, i denti, e mostrò le mani con le unghie lavorate in punta, senza più le pipite.
Mamà però non rimase molto soddisfatta:
â Caro mio, bisognerebbe non aver da far niente come le signore per badare alle unghie.... Allora deve essere proprio lui, quel signore che ti ha mandato, ora è poco, che tu eri fuori, quel bell'abito, con quelle belle scarpette.
â Quale, quale? dove, dove?
â Eh, che furia! Lo troverai disteso sul tuo letto.
Aquilino, senz'altro, corse su. C'era sul lettuccio un magnifico abito color d'oltre mare, cupo. Aquilino lo sciorinò con stupore:
â Proprio alla moda! E cosa deve costare!
â Oh, per questo, lavorato come gli abiti dei signori â spiegava la mamma. â Vedi le fodere? Proprio di raso. E le cuciture, e gli orli come sono ben ribattuti. Ci poteva però mettere il ròtolo con gli scà mpoli della stoffa. Andiamo giù a mangiare. Ti vestirai dopo.