E quando Bobby non scattava, era un fuoco di fila di domande: È vero che i Romani non avevano il fazzoletto? Come fecero i Romani a conquistare il mondo se dovevano imparare il latino? È vero che Enea partì da Troia col papà su le spalle? No, me lo dica! Oh come è cattivo! Lei? non mi vuole spiegare niente.

Bastava inoltre che Aquilino si lasciasse sorprendere da una naturale curiosità , perchè il piccolo Bobby vi si insinuasse pronto a dare tutte le spiegazioni di cui Aquilino sembrava avere bisogno; dal five o'clock al plum-cake; dal tennis ai corti circuiti della luce elettrica; ad un indovinello da risolvere. Quel faivoclòc, così ripetuto, era poi la parola più irritante. Gli pareva il verso di un gallinaccio.

Ad Aquilino qualche volta veniva da sorridere alla vivacità del fanciullo. Ma bastava il baleno di un sorriso. Era bello che fritto!

— Scusi, professore, ma se ride anche lei!

E Aquilino si persuase che la prima cosa era non sorridere.

— Creda, Bobby — disse Aquilino — per imparare qualche cosa è necessaria una certa immobilità . Come potrebbe un chicco....

— Chicco? Mai inteso dir chicco.

— Sì, chicco; dico chicco e basta! Come potrebbe un chicco di grano germogliare se le particelle della terra fossero di continuo agitate come fa lei? I grandi savî li vedrà sempre immoti e pensosi. — E detto questo, Aquilino cercò attorno una esemplificazione di una umana immobilità : ma le pareti non offrivano che quadretti di agitazione e di moto; volpi, messe in fuga da bracchi bianchi; cavalieri, in abito rosso, in fuga a saltar siepi; automobili in fuga; tacchini grottescamente in fuga. Non c'erano altri esempi.

— Ah, ecco, come quel santo che mi pare sant'Antonio abate —, perchè infine aveva scoperto una figura ferma fra tutti quei personaggi in moto.

— Sant'Antonio? Ma quello è Jesus Christus — disse Bobby.