â Impossibile, signorino!
Infatti Cristo, secondo le comuni cognizioni, fu un piagato, nudo e doloroso uomo; quello lì, invece, era paffuto, composto, pudicamente vestito con un bel manto, e con un sorriso pieno di compiacenza.
Naturalmente Bobby scattò, staccò il quadretto e spiegò:
â Ã un Cristo inglese, il regalo di miss Edith per Natale.
â Mio caro Bobby â disse Aquilino â non discutiamo se quello è o non è Cristo. Pensi piuttosto ad una cosa: lei è ricco, nobile, intelligente: lei ha davanti a sè un avvenire invidiabile. Che cosa domandiamo noi a lei, adesso? Nient'altro che un po' di fatica; di ben intesa fatica, sa? e un poco di immobilità .
â Nello sport sì, la fatica! Ma nello studio! Ma in Inghilterra i bebi â disse â imparano più che in Italia, e non fanno mai fatica....
â Creda, Bobby, senza fatica non si fa nulla, anche in Inghilterra. â Ed Aquilino parlò alte e commoventi parole che mai Bobby aveva udite: Davanti alla gloria dell'uomo gli Dei avevano posta la fatica! La fatica e il dovere, Bobby! Persuadersi di un dovere, Bobby! un alto dovere morale! Ecco aperta, Bobby, la via della vera grandezza! Lavarsi, non dir bugie, giocare alla pallacorda....
â Al tennis....
â Al tennis, come vuol lei; ebbene tutto questo sarà molto inglese, ma è troppo poco! Occorre una più nobile igiene.
Ed Aquilino fece allo stupefatto Bobby la figurazione di un Bobby divenuto grande veramente.