La marchesa aveva presentato Aquilino a quel signor commendatore che aveva fatto la campagna contro il de bello gallico di Giulio Cesare.
La parola di quell'altero signore era adorna e correttissima come le sue vesti; ma egli non fu corretto con Aquilino.
All'atto della presentazione, tirò un fendente con un'occhiataccia di traverso e aveva detto: â Felicissimo!
Parve dire: felicissimo quel giorno in cui le potrò fare del male.
Perchè poi?
Questo sgarbo tolse al giovane la voglia di venire a qualche spiegazione sugli esercizi latini e su Giulio Cesare.
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Da alcun tempo si parlava nel mondo scientifico degli elettroni. Gli elettroni non potevano non passare anche per il salotto di donna Barberina.
Mandar giù Nietzsche per opera di una languida donnina, era tollerabile; ma quegli elettroni, così difficili, no. Tanto più che a tutti parevano così facili.