Colse un momento di pausa e — Signor senatore — domandò —, ma noi sappiamo veramente che cosa siano gli elettroni?

— Particelle elettriche, cioè gli intimi elementi dell'architettura dell'universo — rispose il senatore.

— E l'intima natura delle particelle elèttriche?

Questa seconda domanda seccò il senatore. Rispose:

— Ma lei mi confonde il pensiero con la materia, la fisica con la metafisica!

— Era una gloria dei nostri grandi essere insieme fisici e metafisici — contraddisse Aquilino.

— Ma no! ma no! ma no! — disse il senatore con lieve moto delle spalle — scusi: lei vive nel passato o nel presente?

— Io non so — rispose Aquilino — se il tempo in cui vivo si chiami passato ovvero si chiami presente: ma so che l'anima è come soggiogata dalla paura di certi problemi, e quando noi diciamo che la materia è formata dagli elettroni, senza altro sapere, ci accontentiamo di troppo poco, perchè noi spostiamo, non risolviamo l'enigma.

— Ma non esistono enigmi. E poi sa? chi si accontenta gode.

Ah, questa era insolenza!