Allora, o mia figlia, — nessuna

me Beatrice ne' cieli attende —

allora al passo che Omero ellenico

e il cristïano Dante passarono

mi scorga il tuo sguardo soave

la nota voce tua m'accompagni.

***

Ma la nota che vibra continua, dominatrice e che dà alla sua lirica un carattere, su cui insisto, di poesia civile e nazionale, è il ritorno dell'idealità della patria, cioè la resurrezione del genio latino che compie il suo adattamento nel tempo moderno; non ricusando, vuoi per democratica ignoranza, vuoi per decadenza di forze, nulla di tutto ciò che è giusta eredità del passato, anzi serbando rinvigoriti nella modernità i distintivi del suo carattere.

Ho detto idealità della patria; ma idealità non nel senso di fantasma poetico, che di tale significato a ragione si sdegnerebbe il Carducci; ma nel senso di cosa vera, grande, buona, umana che ci sfugge per invincibile fatalità di uomini e di cose.

La statua della Vittoria[17], che sepolta attraversò i secoli e a cui Lidia domanda se ebbe contezza di ciò che sopra la terra avvenne: