***
Gli eroi come deità, come profeti, come guerrieri, come fondatori di civiltà, come poeti, come investigatori dei supremi misteri delle cose e dell'anima già furono. E togliendo il pensiero che segue al Carlyle, chè meglio io non saprei, nè imaginare nè esprimere, bene io credo che essi siano stati «lampada dell'universo, anima dell'intera storia. Essi furono duci, modellatori, patroni e in un largo senso i creatori di tutto ciò che l'universale degli uomini ha potuto sforzarsi di fare e di raggiungere. Tutto ciò che vediamo è risultato materiale, esteriore, l'effettuazione pratica, l'incarnazione del pensiero degli eroi». E se questo risultato, aggiungo, non corrisponde al loro concetto, la ragione è che esplicandosi per mezzo degli uomini, si corruppe naturalmente, come si corromperebbe un cedro del Libano se lo trapiantassimo in regioni iperboree.
Certo io non ignoro che esiste una scuola più recente che nega questa importanza degli eroi ed anche ne condanna lo studio ed il culto. Ciò è forse vero per quanto riguarda il presente e l'avvenire; non è però nè giusto nè vero il negare l'azione grandissima che essi esercitarono sul progresso della umanità fino al tempo moderno.
I giganti hanno formato il grande edificio della civiltà; gli uomini se ne sono impadroniti: gli eroi furono i maestri; gli uomini hanno imparato quel tanto che basta per fare da sè ed oramai non hanno più bisogno nè di eroi nè di giganti nè di maestri; e come non ne hanno bisogno, così non ne riconoscono il culto.
La memoria e la riconoscenza possono essere proprie fino ad un certo punto dell'individuo, ma non lo sono dell'universale.
La storia non ha riconoscenza.
***
E qui un pensiero mi si presenta che, vero o falso o strano che possa sembrare, non voglio tacere.
È proprio la scienza che con le sue ultime ricerche ha sloggiato Dio dal sacrario delle coscienze?
Così si crede comunemente e così è; ma non del tutto. La scienza vera, non certa nuova metafisica settaria che talvolta ne usurpa il nome, ha ancora troppi numeri da mettere in colonna prima di tirare l'addizione ultima, se pure ci potrà arrivare.