Dinanzi a questo disgregarsi e disperdersi delle forze morali della nazione, io non posso a meno in fantasia dall'imaginare questi veri padri della patria raccogliersi e proteggere non la loro repubblica, ma l'idea informativa della santa repubblica, cioè la virtù e la bontà degli animi, la gentilezza, la coscienza del concetto della patria.
E nella divina tranquillità della morte, nell'allontanarsi del tempo, dinanzi al supremo pericolo, non solo scompaiono gli antichi loro dissensi, ma con loro si accompagnano altri (e quelli ben volontieri li accolgono) che, monarchici di fede e loro nemici qui in vita, consacrarono pure l'ingegno e le forze per la patria.
A questa schiera di grandi spiriti, con una communione di anime, vivo, fuori da ogni preoccupazione di parte, si ricongiunge il Carducci.
Nelle sue ultime odi, Piemonte, Cadore, La bicocca di San Giacomo, prende argomento da fatti e da personaggi eroici per rievocare (forse Egli è l'ultimo) la santa, la meravigliosa nostra patria, le memorie infiammate di gloria, le speranze per cui invano i profeti segnarono i giorni numerati al loro avverarsi.
La verità vera è che il Carducci in questo sentimento è meno inteso che mai.
Riporto ancora le parole del signor Buti[27] perchè hanno il merito di riferire con scettica nitidezza il giudizio di moltissimi, volevo dire comune:
«Tale è l'ultima messe lirica di Giosuè Carducci (Piemonte, Cadore, ecc.): un anacronismo, un deplorevole anacronismo, che avrebbe potuto essere della poesia civile cinquant'anni fa, ma che oggidì riducesi a un mero sfogo solitario e retrogrado senza eco e senza consentimento del pubblico. Il Carducci, in questi saggi di pretesa lirica civile, s'è dimostrato impotente non che a precorrere, anzi a seguire la rapida corsa verso l'avvenire del pensiero contemporaneo.» E finisce: «Egli si è lasciato illudere dalla sua fama. À creduto di parlare altamente e degnamente alla generazione presente. In vece la sua voce fu così bassa e così cavernosa, che parve ai giovani uscisse da un sepolcro!...»
Che cosa posso io rispondere? Nulla, e proprio lo dico senza ironia. La risposta sta in tutto questo scritto, se pure nelle parole è rimasta qualche cosa del mio pensiero.
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Ma oggi mai molte sono le voci dei morti secondo il giudizio di quelli che si vantano vivi.