e più fortemente nello scritto su Alberto Mario, stampato primamente nel Don Chisciotte di Bologna, li 2 dicembre dell'81, ove dice: «Odi, Alberto Mario. Io ho ancora un ideale. Ed è quello di morire su la ghigliottina, condannato dal popolo vincitore.
«Il popolo, corrotto e accannato dai governi, pasciuto di frasi e aizzato al vento dai democratici, quando romperà la sbarra, ci scannerà, cioè, ci giudicherà.
«Ci giudicherà, perchè noi vorremo ancora la libertà e la giustizia: due parole che son per divenire di cattiva fama: l'una sbattacchiata in faccia alla gente che non può usarne, perchè ha fame e miseria e ignoranza: l'altra mascherante le mutazioni degli interessi nelle classi dirigenti.
«Noi veramente non pensavamo così. Ma... ma allora sarà quello che sarà.
«Alberto Mario, ti do il ritrovo alla ghigliottina.
«Ma vedi, nè meno ci ghigliottineranno. C'impiccheranno come servi feudali; ci lapideranno come ebrei.
«La Gironda è per sempre finita».
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Ma ammainiamo le vele che, per avventura, troppo indugiammo e v'è rischio che il lettore anche benevolo ci muova rimprovero di avere abusato della sua pazienza, insistendo sempre su di uno stesso argomento per quanto questo sia vitale e presente.
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