Chi volesse far mostra di perizia descrittiva potrebbe agevolmente ricostruire quella scena dolorosa e, sotto un certo aspetto, fatale. Ma una simile descrizione sarebbe retorica nel senso brutto della parola, ed io la sdegno: però retorici non sono certo i due aggettivi che ho scritto, ma rispondono ad una verità che vorrei emergesse al lettore dalla comprensione di questo libro.
Si ebbe appena notizia del fatto, che la studentesca radicale delle università di Genova, di Cagliari, di Pavia, di Pisa, di Roma, di Modena e di altre città, compresi i giovanetti dei licei, perchè essi pure vollero fare udire la loro voce autorevole, si resero solidali e plaudenti agli studenti di Bologna, stigmatizzando con tutto lo sdegno delle loro offese coscienze — la deficenza del carattere del senatore Carducci e l'apostasia di Enotrio romano, disertore bandiera, santi ideali vera democrazia italiana; — chè così appunto suonano le lettere ed i dispacci d'allora.
Non ricostruirò, no, la scena; ma io penso che fra il frastuono e la tempesta degli insulti dovea squillare alta la plebea e feroce ingiuria di Romagna, e so di un'accusa ripetuta sino alla rabbia: — Tu sei un cattivo cittadino!
Θαυμάσιόν τι!, avrebbe detto Socrate. Ma che vale? Oggi il riportare un motto greco sarebbe ingenuità ovvero ignoranza; dirò dunque: — Mirabile cosa, non è vero?
Ma una ve n'ha più mirabile ancora: — Quella gioventù in quel suo accanimento contro l'uomo era sincera e convinta: sincera sino all'odio, convinta sino alla ferocia. Perchè non esitò, non oscillò dinanzi al Poeta; lo assalì con una logica ineffabilmente ignorante; non pensò e, se pensò, non paventò di recare danno con l'immane insulto a quella esistenza preziosa!
Dirò di più: era convinta di compiere un dovere. Essi scrissero: «Noi l'abbiamo fischiato per significargli lo sdegno delle anime oneste[1].»
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Egli ebbe l'intuizione eroica del momento: non protestò, non si mosse, non uscì, non volle uscire che ultimo. Montò ritto in piedi sur una tavola che era dinanzi alla cattedra, «non per parlare, ma per meglio esporsi ai fischianti che fischiassero con più loro soddisfazione e per ricevere in pieno petto gli oltraggi[2].»
Crescendo gli urli, trasse dalla tasca uno zigaro e si mise a fumare. Quelli gridavano: «A basso Carducci!» Rispose: «Meno male se gridaste a morte! È inutile gridiate a basso: la natura mi ha messo in alto... ed io fumo.»
Ma Egli «cinicamente ci guardava fumando;» così dice l'esposizione che del fatto diedero gli studenti radicali nel citato numero unico, e quest'avverbio attribuito ad un'azione del Carducci fa fremere; eppure esso è riferito in buona fede.