Ed ora Leviathan attendeva, in collaborazione con Fulai, a colmare una vera lacuna studiando i rapporti intercedenti tra Federico Nietzsche e Giacomo Leopardi.

Ma quel giorno Fulai non sentì voglia di collaborare; anzi sentì un disgusto immenso, più che ad immergersi nel Dugento. Nietzsche e Leopardi erano bensì alla superficie del tempo; ma ora soltanto si accorse che quei due giovani formavano un gruppo tràgico nell'amplesso della morte.

— Ne parleremo un altro giorno, caro Leviathan.

— Sta forse poco bene, illustre maestro? — domandò la voce dolce di Leviathan.

— Un po' di emicrania, infatti.

— Si vede dagli occhi, illustre maestro.

— Lucidi forse?

— Oserei dire, — disse Leviathan, — brillanti e scintillanti.

*

— Brillanti e scintillanti?