— Quello che dicevo io: Il dottor X*** è uno che non vuole ammalare, che non vuol perdere il suo periostio psichico. Egli abbraccia le carte e le donne per avere la sensazione di una realtà qualsiasi. Veda: ognuno di noi, per vivere, ha bisogno di abbracciare qualche cosa. Mi guarda con stupore, signora? Il dottore abbraccia le carte e le donnine, il filosofo abbraccia le nuvole, lo strozzino abbraccia i suoi titoli, il Kaiser abbraccia i suoi cadaveri, i proletari abbracciano il sol dell'avvenire: ognuno, per vivere, abbraccia una sua follia; e il neurastenico è precisamente colui che non ha più niente da abbracciare: vive nella morte!

La signora mi guardò con smarrimento profondo:

— E io cosa abbraccio? — mi domandò.

(Mi venne quasi da ridere pensando che suo marito, che ella molto amava, la ha abbandonata con due figli, dopo averle mangiato quel po' di dote che aveva.)

— Lei abbraccia quella lì.

Indicai la crocetta d'oro con Cristo.

— Sa che è un bell'originale, lei?

— Zitta per carità, signora: lei mi vuol far destituire dal mio ufficio di maestro di scuola. Essere originali ist verboten anche in Italia. Mi dica del dottore: mi interessa.

— Un bell'originale, anche lui, il dottore! — disse la signora. — “Ma se lei avesse giudizio, gli dico, con quello che guadagna potrebbe vivere da principe, farsi la sua bella famiglia„. Ma da farne? dice lui. Io dico che tutto il giudizio che ha, lo dà ai matti....

— Li cura bene?