Ma allora Cleopatra parlò ad Antonio, e disse:
— Asino, ritira nel borsino le due mila lire; — e all'avvocato disse: — Mio marito è cattivo psicologo. Voi non volete trattare l'affare, non per timore di pubblicità. Questo è un fin de non recevoir. Vi dirò io la ragione vera: voi credete che sia veramente cosa disonorevole trattare questo affare. Voi siete uomo pudico!
Allora parve all'avvocato di arrossire.
Ma in verità arrossì di avere arrossito.
— Ah onorevole, — esclamò Cleopatra, levandosi e levando verso l'avvocato Petrucci il dito con significazione, — se invece di condurre con me questo qui, lassa far a mi, lassa parlar a mi, avessi condotto avec moi l'Irma....
— Ah, no, cara, — esclamò Petrucci. — In caso, le ragazze me le scelgo io.
— Non si resiste all'Irma, — disse Cleopatra in cui traspariva tutto il valore delle antiche battaglie: — francese come io.
E tacque.
Poi raccogliendo nella borsetta d'oro ella stessa i due biglietti da mille:
— Pensare, — disse, — che io avevo tanta simpatia per voi, quando voi facevate quei magnifici discorsi, con quelle idee elevate, altamente moderne. Ho fatto votare per voi tutti i miei clienti. Ho inviato alle urne anche questo macacco di mio marito. Sinceramente, voi mi avete disillusa, onorevole.