Un altro giorno il signor X*** inveì contro un intingolo di lepre:
— Veda, signorina, io sentirò tutta la notte questa presunta lepre nello stomaco.
— Ma ella fa malissimo, — ammonì la signorina, — ad ordinare di coteste salse. Intanto ella saprà che negli alberghi approfittano di tutti i grassi che avanzano, e poi gli umidi non si confanno a chi soffre di stomaco.
— Ma allora che cosa devo mangiare, lo dica lei? — domandò con voce esasperata il signor X***.
— Un po' di brodo, un po' di bollito, un beefsteak....
— Allora tanto vale che mi metta a razione co' miei soldati, — disse con amarezza il signor X***.
— Allora faccia da cucina in casa....
— Aver da sorvegliare la cuoca? aver da combattere con le fantesche?!
— Allora.... prenda moglie.
Il signor maggiore rivolse alla signorina Y*** due occhi come quelli con cui guardava le sue medaglie. Suonò nervosamente il campanello, facendo voltar la testa a tutti i commensali e ordinò: