La signorina Y*** disse col suo miglior tuono di voce:

— Sa ella, signor maggiore, la bella novità?

— Cosa? È caduto il Ministero? — domandò con tutta pace il signor X*** aprendo il Corriere col quale era tornato in buon accordo.

— Che ne so io! — disse ella. — Ho ottenuto il trasloco, il trasloco a Reggio! Ma pensi che felicità! Potrò vivere a casa mia con la mia buona mamma che è vecchia e mi scrive e mi vuole con lei. Ma pensi che felicità! Io sono una signora a Reggio con cento dieci lire al mese, mentre qui, sapesse ella che stenti dovevo fare, e poi creda che non ne potevo più di vivere a camere ammobigliate....

La signorina Y*** era raggiante di contentezza nel proferire queste parole, tanto che non s'avvide d'una rapida contrazione nel volto del signor X***, il quale però si ricompose subito e disse con grande calma, non in lui abituale:

— Ella non me ne ha mai parlato! Ad ogni modo me ne congratulo....

La signorina cominciò a spiegare come era andata la cosa, quante pratiche avea dovuto fare per riuscire.

— Così che ella è felice...?

— Felicissima!

— E non prova nessun rimpianto a lasciare Milano?