Il cameriere, dopo molta attesa, gli domandò la lettera e poco di poi lo introdusse.

Un magnifico e vigoroso signore su la cinquantina lo accolse col più grazioso dei sorrisi e, dopo le prime frasi d'uso, gli indicò una bella poltrona di velluto rosso dove l'avvocato Semilli sprofondò; quindi, deposto il viglietto dell'onorevole suo collega, invitò con bel gesto il visitatore ad esporre le ragioni della sua venuta.

Con la voce in sussulto quegli incominciò e, con le mani guantate, tremanti, apriva i documenti, le nomine governative, i diplomi e comprovava il suo dire.

Il signore lo ascoltava col suo bel sorriso e diceva ogni tanto con un brusco moto di contrarietà: “Ma che disdetta!... oh, poveretto!„ Quando vi fu un momento di sosta, levò la mano, una assai bella mano, in atto di volere egli pure parlare e cominciò:

— Il mio caro giovinotto....

— Eh, non lo sono più, signore! — osservò l'altro timidamente.

— Via!! Quando si è pieni di belle speranze si è sempre giovinotti: se lo lasci dire. Il mio caro giovinotto, il caso suo è proprio desolante, tanto più che cospirano delle circostanze di fatto che non si possono oppugnare. Lei è proprio vittima di una legge, lo capisco, anzi una delle vittime più stritolate. Ma che farci? Lo sa bene: dura lex, sed lex! Ad ogni modo quando andrò a Roma, avrò presente il caso suo: vedrò, sentirò, se per vie indirette, per altri uffici, ci fosse modo di rintegrarla nel suo impiego. Perchè è questo che lei vuole, è vero? Dopo tutto è la via maestra, battiamo questa per ora e poi vedremo il da farsi..., insomma stia certo che me ne occuperò: il caso suo è proprio degno di considerazione....

Per essere esatti convien dire che l'umile postulante (è la parola dell'uso) non domandava tant'oltre, chè fra i molti ostacoli si frapponeva il limite dell'età; ma poi che un rappresentante della nazione così autorevole come quello con cui parlava, l'aveva intesa per quel verso, tanto meglio! Non c'era che da supplicarlo di far presto e perciò suggerì timidamente:

— E se ella scrivesse....

— No, no, e pour cause: il guardasigilli è mio buon amico, ma alle lettere non danno che un'evasione convenzionale: hanno già le risposte preparate. Aspetti che vada a Roma, aspetti.... — poi, come cedendo ad un pensiero costante, con fare più sciolto aggiunse: — Del resto, veda, il gran male di noi italiani è quello di mancar di energia, di intraprendenza, di coraggio. Osservi quello che fanno gli inglesi, gli americani! Ma voi non vi volete staccare, Dio mio! dalle gonne della mamma o della moglie: un posticino, un impiego da vivere a miccino e vi basta. Non dico mica di lei, sa? Parlo in generale.... Ma girate il mondo; tentate, esplorate! I confini dell'Italia sono al di là dell'Italia: questo è il mio motto. Avete la colonia eritrea, la spedizione belga nel Congo, le regioni dell'Argentina, le plaghe inesplorate della Patagonia.... Conosce lei quelle regioni?