— Già, ho detto bene fra me così; “Con gli altri uomini ci vogliono queste formalità, ma da lui si va come si va in chiesa....„

Il paragone, come ognuno vede, oltre la smaccata adulazione, era politicamente improprio, ma il nostro avvocato aveva, come si è detto, da qualche tempo il cervello un po' indebolito per le sofferenze o, come diceva lui, pativa di un gran nervoso alla testa che gli faceva smarrire l'opportunità delle espressioni proprie ed efficaci a far leva sugli uomini.

— Dica, dica pure! — insistette l'altro garbatamente.

— Dunque lei deve sapere.... — cominciò con un tono di voce da far rabbrividire chiunque avesse avuto fretta.

In quella entrò il domestico con un dispaccio.

Semilli si interruppe.

— Seguiti, seguiti pure, io ascolto bene lo stesso.

Seguitò.

Il signore dell'avvenire aperse il dispaccio, lesse con l'abituale calma e lo infilzò ben bene in un punteruolo che era infisso su di un piedestallo di agata. Poi aveva preso il lapis azzurro e faceva piano piano alcuni segni su dei fogli ammucchiati in un canto, e segnati che essi erano, li deponeva altrove.

Il servo entrò una seconda volta: