Questa parve l'opinione più probabile, e allora la signora osservò:
— Tanto come andare a piedi. Vedi che potevi muoverti tu e non arrischiare tuo figlio?
Queste parole caddero sul cuore del povero padre amaramente. Sentiva il rimprovero e quasi gli veniva da piangere. Parlavano tutt'e tre adagio, a stento, e ognuno capiva come sotto le parole dell'altro ci fosse un secondo pensiero più increscioso della ricerca del tempo che avrebbe Ninì impiegato: l'idea del pericolo!
In quel silenzio della stanza più rade si facevano le parole, più forte e alta l'idea del pericolo.
Quando fu grande tanto da non poter più essere trattenuta, fu prima la signora che disse piano, quasi che la calma della voce dovesse attenuare la terribilità della cosa.
— C'è poi quel cagnaccio della fornace....
— Già.... quel cagnaccio.... — fece eco il signor Alberto, sorpreso perchè egli pure pensava al cagnaccio della fornace, e non lo voleva dire per non ispaventare le donne.
— Va, va a vedere quello che accade, — disse allora nervosamente la mamma.
— Va, corri.... corri.... su, fa presto, — spasimò la nonna.
Il signor Alberto non rispose, non prese nemmeno il cappello, precipitò per le scale, corse tutto il piccolo viale, corse un buon tratto per la strada bianca.