Ma dopo un poco sentì il respiro diventargli grosso, e capì che sarebbe stato assurdo arrivare di corsa alla fornace. Studiò dunque il passo, ma dalla mente non gli si partiva il cagnaccio, e ogni altro pericolo scompariva davanti al ribrezzo che quello gli incuteva. Certo era una cosa quasi inverosimile: il cancello di notte è chiuso, la bestia dorme; ma il timore era più forte della ragione, e quel feroce mastino lo vedeva balzare su Ninì.... e gli si gelava il sangue e chiudeva gli occhi quasi per non vedere la orribile sua fantasia.

*

Ma ad un certo punto scorse in fondo in fondo un lumicino: il lume ingrandiva rapidamente senza rumore.

— È lui! è lui! — disse il signor Alberto, che si sentì rinascere. — Il poverino è tornato addietro: meno male!

Si mise in mezzo alla via levando tutt'e due le braccia.

La bicicletta squillò per allontanare lo strano viandante, che si dovea vedere assai da lontano.

— Son io, son io, Ninì, — urlò il signor Alberto, quando il riflesso della lampada l'ebbe investito.

— Oh, papà! sei tu? — disse il ragazzo con gran sorpresa, e balzò di sella.

Il brav'uomo se lo ricoverò convulsamente fra le braccia e non cessava dal baciarlo e andava ripetendo tutto contento:

— Meno male che sei tornato indietro.