In che il saprai....

Com'io t'amassi

Confesserai....

La ripresa “Ma verrà giorno„ era così straziante che Furio non poteva più star fermo; si cacciava le unghie nella carne, poi correva su all'ultimo piano e bussava alla porta di Cecco.

— Oh, Cecco, Cecco, per carità suonami quella romanza del Guarany!

Cecco era un suonatore di contrabbasso, randagio e beone, il quale a quell'ora pomeridiana smaltiva il vino del desinare in placidissimi sonni.

Destato a quel modo, è facile pensare come accogliesse l'importuno innamorato; le frasi più gentili erano:

— Va a morir d'accidente te e quella spuzzetta.

— Non dire: è così ideale! — e pur con molte preghiere e promesse che la sera gli avrebbe pagato da bere, lo induceva a levarsi su e prendere il suo stromento.

Allora la voce del contrabbasso cominciava dopo un zum zum profondo: