Non abitava lontana, ma la lontananza è in relazione con la facilità dell'andarvi.
Come allontanarsi da casa sua? come presentarsi a casa di lei specialmente se c'era il babbo? Il quale era un uomo nero, che avea visto solo una volta su la rotonda dello stabilimento, e non gli avea rivolto una parola in tutto il tempo che erano stati in circolo. È anche vero che Furio pure non avea detto allora una parola e le guance dell'Ida impallidivano ed arrossivano ad ogni momento.
Come affrontare, dico, quell'uomo così severo e che pareva avesse letto tutto nell'animo dell'adolescente e della figliuola? con quale ragionevole pretesto?
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Il pretesto venne, ma era tanto sottile che era ben audace cosa l'affidarvisi!
Cecco, il sonatore di contrabbasso, un bel giorno gli disse:
— Uhi! poeta! la sai la nuova? sabato andiamo a Longiano per la festa del Cristo: siamo in dieci sonatori, se vieni anche tu c'è il viaggio gratis fin lassù, ti faccio passare per il fattorino dell'orchestra.
Furio a tale notizia fu preso dalle vertigini, perchè bisogna saper, due cose: che Longiano è un castello su di un bel colle che è vicino ad un altro colle ove è Montiano: ove dimorava la sognata fanciulla.
Secondo: bisogna sapere che per un giovanetto che dai suoi genitori ha per i minuti piaceri un franco la settimana, non è facile trovarne dieci per fare un viaggio. I genitori di Furio erano gente da bene, ma povera gente, v'erano degli altri fratellini, e il babbo, che era medico, faceva anche troppo a mantenerlo in collegio: nè Furio, benchè avesse letto molti romanzi, avea imparato a metter le mani nel portafogli del babbo o far cattive azioni. Dunque anche il denaro, che è cosa tanto volgare rispetto all'amore per l'Ida, costituiva una difficoltà.
Le parole di Cecco fecero sparire la tetraggine dal cervello di Furio, per la quale andava curvo e pensoso come un filosofo: la mente lampeggiò: si risovvenne che le signorine prima di partire si erano fatte il ritratto da quel fotografo amico.