— Allora è, caro, che è superfluo parlarne; al punto poi in cui sono le cose, superfluissimo....
— Ma insomma, dubiti della sua onestà, del suo amore per me? — domandò Paolo con un fremito segreto nella voce e nel gesto.
— Perchè vuoi che ne dubiti? sarebbe scortesia gratuita il solo pensarlo.
— E allora?
— Allora, caro, è che i miei vecchi occhi, non innamorati, hanno osservato alcune piccole cose a cui tu non hai e non potevi por mente nella tua triplice qualità di giovane, di uomo e di innamorato. Io che non sono nessuna, ohimè, di queste tre belle cose, ho potuto osservare alcune inezie che in una signorina non fanno difetto, ma che in una fidanzata non sono presagio di grande felicità coniugale.
— Spieghiamoci.
— Spieghiamoci pure, solo mi dispiace che noi due finiremo col disgustarci, ma l'hai voluto tu.
— Avanti!
— La signorina Irma porta la lorgnette.
Paolo si mise a ridere: