— Ma se è graziosissima con la lorgnette!
— D'accordo, ma è anche miope; e quando dovrà governare la casa, giacchè molto ricchi non sarete, e poi anche nelle case ricche la padrona è bene che sorvegli tutto, vedrai quel “graziosissimo„ come perderà il suo superlativo. Ti potrei far notare che è anemica, che non mi pare di gran salute; ma questo non vuol dir nulla.
— Ma se è floridissima, se ha le guance di un lieve incarnato....!
— Per quel che riguarda il lieve incarnato ne parleremo più tardi. Quando torni a Parma, osserva prima di tutto la padronanza che essa ha in casa sua; fratelli, genitori, dipendono da lei; la mamma, povera infelice, è letteralmente la sua cameriera.
— Ma è ben quello che io desidero; cioè una moglie che sappia comandare, che abbia una volontà....
— Giustissimo; ma io ho osservato che la sua è piuttosto una caparbietà. Tu come innamorato non puoi distinguere caparbietà da volontà. È troppo giusto. Io però ti posso assicurare che la sua vantata forza di volontà è più parente con l'ostinatezza orgogliosa che non con la ragione, il che mi dà indizio o che l'indole di lei non è delle più invidiabili o per lo meno che non fu bene allevata in casa; e se co' suoi genitori è abituata a volere quello che vuole, col marito farà precisamente lo stesso, anzi peggio; non ci si modifica a ventun anno....
— Venti, — corresse Paolo.
— Bene, venti: ma la cosa non muta con un anno di meno. Ora, se tu vuoi assumerti questa parte educativa, farai opera buona, ma non assicuri certo la tua felicità. Anche i fratelli, per giovani che vanno ancora a scuola, mi sembrano troppo mondani, troppo liberi.... nel parlare, nel fare, troppo spregiudicati. Non dimenticare inoltre che ieri, alla nostra presenza, si sono dovuti imporre un contegno eccezionale. M'imagino che cosa deva avvenire in quella casa negli altri giorni!
— Domando io che c'entrano i fratelli....?
— D'accordo; ma provano che l'educazione famigliare non è stata delle più rigorose.