— Cara zia, perdonami, — disse Paolo con forzata mansuetudine, — la tua analisi è spietata, ingiusta. Tu giudichi l'istituto della famiglia con criteri d'altri tempi. Le gerarchie assolute tra genitori e figliuoli appartengono alla storia del passato, non convengono più ai tempi nostri....
— Vero, vero, caro nipote — disse donna Felicita con placidissimo sorriso — nè tu potevi incolparmi di essere vecchia con maggior garbatezza. Sta però attento a quel che ti dico ora e tu co' tuoi ventisette suonati e con la tua laurea in legge mi dovresti capire troppo bene: io non ti ho detto di venire da me per farti una discussione sul matrimonio. Ti faccio soltanto osservare che le leggi giuridiche e le leggi dell'opinione publica sul matrimonio sono quelle che erano cento anni fa. Uniformatemi prima le leggi al nuovo concetto che tu sembri avere della famiglia e allora potremo discutere! — E siccome il nipote crollava il capo in segno di compatimento, ella proseguì: — Oh, e ora veniamo al paragrafo “istruzione ed ingegno„! La signorina certo rivela mente svegliata, pronta; può regolare bene una conversazione mondana: inoltre ha molta coltura, ha letto molto, anche troppo; però quanto all'ago e al ferro da calza pare che non abbia un'eccessiva famigliarità.
— Ma quale è oggi, cara zia, la signorina per bene che sappia far le calze quando vi sono le macchine che le producono ad un prezzo che non francherebbe la mano d'opera?
— Vero, vero, però il sapere rammendare una calza può sempre venir utile — rispose donna Felicita blandamente accennando con la mano a cose future, e proseguì: — Ancora: tu forse non sei mai entrato nella sua stanza: io ti posso assicurare che è disordinatissima....
— Un disordine artistico.... via!
— Sì, artistico..., bei mobili, bei fiori, quadretti, quadrettini, libri, riviste, giornali, dediche, ventagli, profumi fin che vuoi: ma non ho trovato nè un ago, nè uno spillo. Il cassetto del comò è un cumulo di ciarpame, lettere, giornali in mezzo alla cipria, ai guanti, ai nastri. Poca pratica della casa, insomma, e.... sopra il capezzale, niente....
— Questo te lo aveva prevenuto, il babbo di Irma è razionalista: anche Irma è libera pensatrice: del resto ella non ne fa un mistero come non ne fa un vanto: infine io so che per compiacere a te è disposta anche al matrimonio religioso.
— Compiacere a me? Per me fate come più vi piace....
— Quanto alle idee religiose mi permetto di avvertirti che tu sei indietro, che il pensiero moderno....
— D'accordo, caro, io sono della più completa ignoranza per quel che riguarda il pensiero moderno: questa però è la terza volta, sarà il puro caso, che ho l'occasione di notare come le signorine libere pensatrici hanno una spiccata tendenza per il disordine artistico come tu lo definisci. Quanto poi al famoso incarnatino di poco fa — si affrettò a concludere la terribile zia — ecco quello che ho trovato, per pura combinazione — nota bene — nel cassettino della toilette della signorina. Non te lo volevo dire, ma la tua cieca ostinazione mi obbliga ad una indelicatezza da cui in tutt'altra occasione mi sarei ben guardata.