“Bene, bene, si diverta e sia sempre una buona figliuola, sempre buona e ubbidiente, e cerchi di studiare anche nelle vacanze, veh! e adesso vada!„ e la accomiatai.

Io la seguii con gli occhi: si allontanava piano pel corridoio, ella che era così vivace che io dovea riprenderla per le sue corse.

Si allontanava piano così che io la seguii con lo sguardo....

“Va, va, — dissi fra me, — diventerai anche tu come tutte le altre: le tue sottanine corte te le allungheranno.... con quel che segue! Andrà ai bagni....„ e la vedevo seduta su la piattaforma di uno stabilimento, già vestita da signorina, con un qualche imberbe adolescente che da un angolo la divorava con gli occhi.

Non mai come allora provai la passione di andarmene via dal comune, di battagliare anche corpo a corpo, sai? con la spada e il fucile.

E sono andato via, sai? Ho chiesto due mesi di licenza e sono andato a Roma. Vi avea trovato anche da far bene nella redazione di un giornale politico; ma poi il giornale fu acquistato dal Ministero, gente e roba che non mi andava. E poi d'estate in quella città di marmo, monumenti, fontane, obelischi di marmo, con quella gente che parla pesante come il marmo, sentii la nostalgia di questi pioppi azzurri e ventilati: e ritornai ancora qui, e quando ripresi il mio ufficio, mi pregarono se avessi voluto prestar servizio nelle scuole sino al gennaio, nella quale epoca sarebbe venuto un nuovo professore autentico. Dico di sì, e torno a scuola.

Allora mi ricordai di Lia che me l'era proprio dimenticata, e sentii il desiderio di rivederla. “Oh, ma adesso — pensai — si sarà fatta una signorina sul serio, e i genitori la terranno a casa.„ Invece a pena entro, vedo Lia. Portava ancora le sottanine corte: ma come si era fatta grande! Io pensava: “Chissà come si è cambiata in questo frattempo!„ e invece niente. Era la Lia di prima, solo un pochino più seria e un po' meno vivace, alle volte quasi pensosa: sì, quegli occhi adesso mi parevano proprio pensosi. E fu o mi parve di sorprenderli sopra di me. Un giorno incontro suo babbo (eravamo anche allora buoni amici) che mi dice: “Io non la volevo mica mandare a scuola, quest'anno, ma è stata lei, quella benedetta figliuola che vuole quello che vuole, che ha voluto venire.„

*

Erano intanto venuti i giorni piovosi dell'ultimo autunno; si era presso alle feste del Natale. Gli scolari già in precedenza parlavano di riposo, di castagne arrosto e dei tortelli del Natale. Era caduta la notte molta neve, ed erano entrati tutti allegri portando nella scuola l'odore della neve, e scuotevano le falde dagli abiti che sgocciolavano.

Lia in quel giorno non venne, e quella bianchezza della neve e la mancanza di Lia mi misero nell'anima una tristezza insolita. V'era come della sordità nell'aria, tanto perchè era caduta la neve, come perchè non c'era lei che mi guardasse con quegli occhi pensosi rivolti su di me con l'espressione di una piccola fata benefica.