— Tutt'altro, signore! — rispose il tavoleggiante, — e poi ella ne berrà quanto crede.
E versando io lieve, lieve, il fragrante liquore in un calice sottile di cristallo e sorbendo, trovai di fatto che era un vino prelibatissimo e mi ricordai del ditirambo del Redi là dove dice:
Montepulciano d'ogni vino è il re!
Anche il pâté, benchè cibo pruriginoso e inusitato al mio gusto, era di rara finezza, e spalmandone alcuni crostini, dicevo a me stesso che un cuoco il quale sa allestire simili manicaretti, è pur degno della riconoscenza de' suoi simili. Terminato il detto cibo, il cameriere comparve e col suo garbato sorriso mi disse:
— Ora le consiglierei una minestra di cappelletti di Bologna: sono giunti freschi stamane e sono ora sul punto buono di cottura.
Non mi parve cortesia rifiutare un consiglio così disinteressato, e accettai i cappelletti, i quali ebbero la medesima buona accoglienza del pâté coi tartufi.
— Adesso, signore, io le porterò una quaglia arrostita con contorno di funghi....
Io ne avea già abbastanza e l'abituale mia sobrietà non eccedeva oltre a un piatto e un brodo a colazione: ma quel pâté avea malauguratamente allargato i posti del ventricolo e d'altronde il fermarsi lì alla minestra mi parea da pitocco. Vero è che le parole “una quaglia coi funghi„ mi avevano dato l'idea di un prezzo vertiginoso e non conforme alla mia borsa.
Ma il cameriere che conobbe e lesse in volto il mio dubbio, si affrettò a dire:
— È una specialità della casa!