NELLA TERRA DEI SANTI E DEI POETI.

I.

Lungo il mare sino ad Ancona. — All'Aspio. — Frati e monache. — Paesaggio delle Marche. — Centenario Leopardiano: il nuovo Santo. — Loreto e le melanconie della Madonnina nera. — Leggende sul Leopardi. — Ingresso trionfale. — Recanati. — Mattino recanatese. — Il recesso del Poeta e gli abatini savi. — Montemorello. Lagrime. — Il palazzo Leopardi.

Diceva mia madre che se avessi lasciato la città melanconica, l'anima mia sarebbe consolata.

Fu così che nel pomeriggio delli 3 agosto 1898 partii da Rimini in bicicletta insieme all'ingegner Pasini: il quale è un omino grigio, di mezza statura, di mezza età, ma pedalatore grandissimo, e quando la sera può riposare su la gloria di un centocinquanta chilometri, è felicissimo: chilometri di montagna, s'intende!

Sul più bello delle nostre conversazioni, la mia bicicletta detonò come una santa Barbara e il Pasini mi vide d'un tratto scomparire in una nube di polvere come fossi stato una deità omerica. La pneumatica posteriore era scoppiata!

Ed eccoci così d'un tratto trasformati in due pedoni curvi e polverosi, oggetto di derisione ai passanti che prima invece guardavamo dall'alto, volando con tanta superba prestezza!

Davvero si cammina su di una bolla d'aria, e non soltanto nella via che da Rimini va a Pesaro!