Come ognuno sa, il 10 dicembre 1294 la Madonna ci arrivò, dentro la sua casetta, dalla Dalmazia, dove avea dimorato tre anni venendo a punto di Terrasanta; e furono gli angioli che la portarono attraverso il mare, anzi — cosa che pochi sanno — la prima sosta la fece a' piedi del monte in un terreno che era di casa Leopardi: ma essendo nate delle contestazioni e dei litigi per il diritto di possesso della casetta, un bel giorno la Madonnina lascia la pianura e con gran meraviglia vedono che era andata a stare sul monte.

Fu allora, o giù di lì, che rivestirono di fuori la casetta cogli adorni marmi di Carrara, e poi ci elevarono sopra la cupola e attorno il tempio: un tempio grande e munito come una fortezza. Senza dubbio ciò venne fatto nell'intenzione lodevole di impedire ai barbareschi di portar via la Madonna o predarne i tesori; ma io non posso nascondere il dubbio che i Papi come i Loretani imponessero tanto materiale sopra la casetta per impedire che se ne volasse via un'altra volta; la quale supposizione non era infondata considerando le abitudini più tosto randagie di Nostra Signora. Ora è certo che se chiamasse ancora i suoi angeli, questi dovrebbero fare troppa fatica a trarla di lì, oppure un miracolo troppo grande e generoso in questi eretici tempi.

Queste considerazioni io non le ho cercate, ma mi sono venute in mente da per sé, vedendo quella Madonnina in quella casetta buia, con quella luce delle lampade lassù, su l'altare, che par le manchi l'aria e stiasi melanconica fra tante gemme e tanti incensi: Ella che era abituata a vedere così bell'azzurro ne' suoi viaggi oltremarini!

E poi perchè ci fu una donna, la quale mi si accostò e mi disse con grande segretezza: “Vi sono più di quarantamila eretici a Loreto, non degnano niente la Madonna; non badano che a scannare li poveri forestieri. Ma, per amor di Dio, non dite niente a nessuno se no mi scannano a me!„

Io la assicurai del più completo silenzio, e tranne che trovare un po' troppo figurate le voci di scannare, di eretici e di quarantamila, per mie esperienze ho notato che presso i Santuari la gente non è molto edificante per pietà; e la Madonnina più tosto che corone, gemme e tridui, vorrebbe, io credo, un po' di bontà da' suoi devoti e non essere tenuta come un valore di borsa.

Piovigginava tuttavia e l'amico Pasini mi assicurava che per la pioggia e la via erta meglio era pernottare a Loreto: buono era il vino e non cotto come costuma nelle Marche: una squisita cena apprestava l'oste, il quale con la mano sul petto mi assicurava che facevamo un pessimo affare a pernottare a Recanati, dove da un mese aspettano gente per queste feste, aspettano e non ci va nessuno.

Tuttavia io voleva giungere col vespero a Recanati e benchè piovesse, partimmo.

Ma il cielo fu benigno verso di noi perchè dopo essere alquanto andati, cessò la pioggia e l'azzurro dilagò sopra i campi e le valli.

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Da Loreto a Recanati sono circa sette chilometri, e varcata la valle del Potenza, la via monta tanto che in alcuni punti le carrozze bisogna avvettarle, come dicono in Toscana; e così piano andando, sospingendo le macchine, ci imbattemmo in due villani i quali menavano i loro buoi: grevi i buoi, grevi i villani, e ci accompagnammo con loro, i soli che per la via incontrammo. Non erano di Recanati, ma di oltre: di Montefano, se non erro.