Domandarono chi eravamo noi e dove andavamo, e noi dicemmo che viaggiavamo il mondo per divertimento. Ci guardarono con occhi che significavano: “Dovete essere ben matti, se dite il vero, a faticare tanto per divertimento!„ Con le parole dissero poi questo pensiero: — Noi invece viaggiamo perchè bisogna far così per empirci lo stomaco; per divertimento staremmo fermi.

Domandai poi se si erano divertiti alle feste di Recanati. — Alle feste si diverte chi ha soldi, — rispose uno di coloro, e, la risposta mi parve vera. Allora gli domandai chi era questo Leopardi a cui si facevano tante onoranze.

Mi fissò di traverso con sospetto, ma io rimasi calmo e gli feci capire che nella mia qualità di ciclista che gira il mondo, mi era permessa una certa ignoranza delle cose che avvengono in un paese perduto com'è Recanati. Allora i suoi occhi si rivolsero in dentro quasi cercando un'idea, e l'idea venne e mi parve felice più di molti savi discorsi di eruditi e di critici.

La mente del villano prese l'idea e le labbra infine l'espressero. Disse:

— Leopardi era uno della società (intendi, o almeno io così intesi, società liberale, carbonara o massonica) che una volta, quando c'era il papa qui, a Napoli un altro re, i Tedeschi in un altro sito, ha indovinato il Comando (Governo) di adesso. Andò in Parlamento, parlò e fece l'Italia. Siccome poi è avvenuto quello che pensava lui, così adesso gli fanno le feste, avete capito? Ma era, che m'intendiate, un uomo di studi, uno studiante, mica un c....

Altre cose aggiunse il villano: cioè che nella stanza del palazzo dove è nato v'è prima un pavimento d'oro, poi d'argento e poi di ferro: — a noi — disse — non ci fanno veder niente perchè siamo villani, ma se andate voi, chissà che non vi facciano vedere.

Aggiunse ancora che è morto a Napoli avvelenato dai preti: che i preti gli fecero un gran pranzo e gli dissero di pentirsi e rimangiarsi tutto quello che avea detto e che avea scritto. Ed egli rispose: quello che ho detto ho detto, quello che ho scritto ho scritto! Allora gli domandarono di che morte voleva morire. Egli disse: mettete il veleno nella minestra. Essi fecero come lui avea detto, e a pena ebbe messo in bocca il cucchiaio, si indirizzò su la sedia e cadde giù!

Allora io gli domandai se avea fatto bene lui o aveano fatto bene i preti. Egli allargò le braccia pietosamente come uomo di cui si sforza il pensiero oltre al costume, e infine disse:

— E che volete che ve dica, figliuolo? ognuno può pensare come crede, ma se tutti potessimo fare una legge secondo il nostro modo di sentire, io sapete che farei? io prenderei questi buoi e invece di portarli al padrone ce scannerei lo core tanto ho fame!

*