Hanno imbiancato, ripulito, messo le lampadine elettriche, rifatto alberghi e stanno lì ad aspettare che venga gente, e pare ne chiedano al tragico simulacro del Poeta: “oh, com'è, gloria nostra, che non viene nessuno?„ Ma egli è assorto nel contemplare la profonda terra.
— Veda, — mi diceva un signore, — per domenica ventura era assicurato un convegno di seicento ciclisti, ebbene ieri ci hanno telegrafato che non saranno che trecento e quando saranno quassù vuol scomettere che non arriveranno a cento?
Me ne dolsi, ma ci spiegammo anche la cagione per cui il nostro arrivo destò così grave commozione: evidentemente ci presero per l'avanguardia dei trecento.
— Non siete voi dei trecento? — ci chiese anzi uno. Io lo assicurai che non appartenevamo a questo numero sacro nei drappelli eroici. La risposta parve renderlo melanconico e disse: Rimanete allora sino a domenica che verranno degli altri compagni! ma ci fu forza rifiutare l'invito. La bicicletta è utilissima anche per isfuggire i convegni ciclistici.
Sostammo all'albergo Bulli. Esso è davvero splendido, amplissimo e pieno di ogni conforto moderno e vuol essere ricordato. È posto su le mura settentrionali della città e guarda da grande altezza su torrioni e su orti a gradinate da cui prende la curva la vallata del Musone, la quale si dilaga in vista immensa sino al monte d'Ancona e sino al mare.
Ma allora vi cadeva con la notte e con le ombre una quiete che parea quasi sensibile ed animata: e affacciatomi alla finestra con quel senso di ben essere e di stanchezza che invade il corpo dopo copiose abluzioni, distinsi giù nel nero della valle una striscia bianca che disse: “Io sono il fiume!„ E nella mente o laggiù si delineò questo verso: E chiaro nella valle il fiume appare. E volgendo gli sguardi in su, proprio oblique e accampantisi nel cielo, mi ferirono le sette stelle che dissero alla loro volta: “Noi siamo le vaghe stelle dell'Orsa!„
Io non so qual immobile frigidezza mi invase l'anima, e sarei rimasto lì assai tempo se l'ottimo Pasini non fosse venuto premurosamente ad avvertirmi egli stesso che gli spaghetti col pomidoro erano in tavola.
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La mattina alle sei il cameriere aprendomi la finestra e recandomi il vassoio del caffè, mi assicurò che per recarmi al palazzo Leopardi che è posto all'altra punta del paese e però assai distante, avrei fatto bene a seguire la via di circonvallazione sotto le mura e così avrei visitato anche i luoghi più cari al poeta e dove si inspirò pe' suoi idilli. Io mi congratulai con lui di tanta erudizione e seguii il suo consiglio.
I miei spiriti erano diventati allegri e vigili come la fresca e pura mattinata.