— Vedete come si divertono? — disse la mia guida. — Qui c'è aria buona e quei vecchierelli tornano ancora a campare tanto!

Sotto il monte Tabor sono disposti, come a publico ritrovo, sedili e ombrose piante di acacia. V'erano lì soli a mattinare tre abatini con le loro sottane orlate di rosso e la fascia intorno la vita. Di che parlassero io non so, ma certo non di cose melanconiche, perchè quando sentirono i nostri passi, volsero verso di noi tre bei visi contenti.

La mia guida mi disse: — Guardate lì, — e mi indicò una targa di legno di fresco inverniciata, dove era scritto:

Io solitario in questa

Rimota parte alla campagna uscendo,

Ogni diletto e gioco

Indugio in altro tempo: e intanto il guardo

Steso nell'aria aprica

Mi fere il Sol che tra lontani monti,

Dopo il giorno sereno,