Non pare, o non fu tramandato. Parrebbe anzi che lei si dolesse che tutto il servizio domestico fosse un po’ in cattivo stato. Perchè un giorno Socrate disse a Santippe: «Senti, cara, domani verranno a casa alcuni amici miei ospiti, e tu preparerai da pranzo».
E lei disse: «Ma come mai hai il coraggio di invitare la gente a pranzo che mancano i piatti, che non vi sono tovaglioli, che c’è appena da mangiare per noi?»,
Socrate così le rispose: «Sta di buon animo, Santippe. Se gli invitati saranno discreti e frugali, non rifiuteranno quello che c’è in tavola; se saranno indiscreti e senza rispetto, noi non ci cureremo di loro».
Qui, — diciamo il vero, — Santippe, come padrona di casa, non era in obbligo di gustare tutta la saviezza della risposta di Socrate.
Queste sono le cose che la Storia tramanda intorno a Santippe. Ed ora vediamo del «tipo Santippe».
*
Santippe, — la mal famata nei secoli, Santippe, — ha dato origine al tipo Santippe, alla cui formazione quelle tali brutte cose non sono proprio necessarie; ma anche senza di esse, la vita diventa intollerabile.
Oh! chi avrebbe mai supposto che quella creatura tutta bianca, tutta pavida, tutta docile che noi orgogliosamente conducemmo, in un dì beato, in carrozza, davanti al codice del signor sindaco, si sarebbe ammalata e sarebbe diventata Santippe?
Sì, è vero, si dice anche per celia, «la mia Santippe», per significare «la mia signora». Ma una signora non dirà mai: «Io sono la Santippe di mio marito». Potrà esclamare: «Te lo farò vedere io chi è Santippe». E può anche farglielo vedere! Perchè se lei dicesse ponderatamente: «Sì, io sono la Santippe di mio marito», rivelerebbe di possedere la coscienza, e in tale caso non sarebbe più Santippe.
Le varietà del tipo Santippe sono molte; e forse non è inutile, a beneficio di quelli che non conoscono le conseguenze del viaggio davanti al codice del signor sindaco, riferire qualche onesto esempio; benchè in questo, come in altre cose, la sagace natura ha provveduto alla propria salvezza facendo sì che l’uomo non potesse acquistar conoscenza se non dopo il fatto o experimentum, cioè una conoscenza che non serve nemmeno ad accender la pipa!