Una signora gli disse di no, e Dante che cantò l’universo, perdette la sua calma e chiamò quella donna, ladra, scherana, micidiale, insensibile pietra, e che la voleva pigliar per le trecce bionde, e darle una coltellata nel cuore; ed il Leopardi, un santo oltre che un filosofo, non perdette gran parte della sua filosofia quando una bella donna gli disse ridendo «Caro conte, no!»?
Così io parlai per amor di giustizia ed anche per acquetar Santippe, la quale nei ventitrè secoli da che era all’inferno, mi pareva che fosse diventata assai intelligente e saccente; quand’ecco, quei due nomi del Leopardi e di Dante, proferiti come a caso, mi spalancarono per così dire le porte del pensiero, e vidi una terribile visione. Allora non mi seppi più frenare, alzai anch’io la voce, e dissi:
«Sta però il fatto, signora, che voi, Santippe, siete stata la tormentatrice degli eroi, o almeno degli eroi metafisici; e specialmente degli eroi che presero moglie. È una schiera infinita; è una legge costante! Udite, udite, o Santippe:
Ercole ebbe una moglie chiamata Deianira che regalò a suo marito una camicia avvelenata. Deianira era Santippe; il saggio Minosse ebbe una moglie chiamata Pasifae che regalò a suo marito quel mostro chiamato Minotauro; Eschilo, il gran tragico, ebbe una moglie tremendamente Santippe, che gli mutò la dolce vita in tragedia; Marco Aurelio, il più savio degli imperatori, ebbe una moglie che non nominerò, ma Santippe certamente; Sady, gran poeta persiano, ebbe una moglie ricca, ma Santippe, che non gli lasciò aver bene un giorno solo della sua vita. Passando poi al nostro occidente e ai nostri tempi, io potrei compilare un elenco non meno lungo di eroi: da Martin Lutero a Leone Tolstoi, che ebbero mogli Santippe, cioè fecero un’orribile attraversata della vita. Fra gli eroi, che io ricordi, non ci fu che Cristo a salvarsi; Cristo ai cui piedi insanguinati Maria di Magdala versò tutto il nardo prezioso che possedeva, contro il parere di Giuda che voleva specularci sopra favorendo i pezzenti. Ma è pur vero, signora, che Cristo non sposò Maria di Magdala. Chi sa come sarebbero andate le cose, se Cristo la avesse sposata! Anzi Cristo fu un dio, e transitò come un sogno per la vita.
Ora, o signora Santippe, quando una legge è costante dai tempi di Minosse a Leone Tolstoi, dall’oriente all’occidente, essa deve pur avere un valore!»
Così io parlai. Ma un crepitare terribile e come compresso, come un mugghiare feroce mi arrestò. Ne uscì una voce sardonica:
«Gli eroi! Gente moscia che vale meno degli altri. Inutili gli eroi! Gli eroi metafisici, più che inutili!»
Strabiliai! Così aveva risposto Santippe.
«Ah, signora! Inutili gli eroi? Inutile vostro marito? Socrate inutile? il metafisico, il fondatore della filosofia morale? Anzi il creatore — io direi — della morale, perchè prima di lui non esisteva morale, ed il mondo è fondato sulla morale; così che possiamo ben affermare che il mondo gràvita su quel grand’uomo di cui voi aveste l’onore di essere consorte!»
«E chi ti dice, idiotes, che sia necessaria la morale inventata da mio marito?»